Grazie

Il successo di una manifestazione non bisogna cercarlo solo in quello che riesce a realizzare durante il suo svolgimento, ma anche e soprattutto in quello che lascia, dopo la sua chiusura. Quel bagaglio di sentimenti, pensieri, conoscenze nuove e conferme delle proprie intuizioni; contributo alla consapevolezza del proprio agire e manifestare; il salire un altro gradino dal quale osservare un orizzonte più ampio e scoprire dettagli prima nascosti. È questa l’eredità di Logos. Ciò che ci auguravamo quando abbiamo cominciato, lo vediamo realizzato: Logos ha lasciato alla parola con la quale ogni anno si identifica un vocabolario più ampio mostrandone significati e declinazioni raramente percepiti nel linguaggio quotidiano. Chi ha partecipato a Logos, al di là di quale sia stato il proprio contributo, oggi pronuncia la parola “limite” cosciente della molteplicità dei significati che le si possono attribuire. È una nuova epifania, è un risultato straordinario.
Allora non è un caso che, ogni anno, in vista di questa manifestazione, si attivino energie, e si realizzino sinergie capaci di portare a compimento percorsi di lotta che sembravano destinati a scontrarsi contro il muro dell’indifferenza, della rinuncia a un impegno che, da ogni parte, con ogni mezzo, le classi dirigenti si affannano a proclamare inutile. E invece no! E invece eccoci a dare una spallata alla speculazione tanto forte da farla franare sulle sponde del Lago di Roma; eccoci a costringere le istituzioni più retrive, reazionarie, ignoranti a scendere a patti con il popolo di Logos, a cedere di fronte alle nostre richieste di libertà, indipendenza, riconoscimento; eccoci a un passo dal realizzare quel monumento naturale per il quale in tanti e tante ci siamo battuti. Certo, è evidente, ogni inerzia è destinata a esaurire la sua azione se non viene rinnovata la spinta che l’ha messa in moto, e Logos può fare da detonatore dando a tutti e tutte la consapevolezza che ogni cosa può essere raggiunta, ma affinché l’eredità di cui parlavamo sopra possa continuare a dare i suoi frutti occorre alimentarla moltiplicando le iniziative che ci vedono protagonisti. Il come riuscirci deve essere al centro del dibattito presente e futuro, durante il quale dobbiamo avere la forza e il coraggio di fermare le spinte centrifughe di cui sembra essere storicamente vittima il nostro Movimento, che durante Logos, e per Logos trova un momento di ricomposizione, sia pure parziale.
Scienziati, artisti, filosofi, poeti, musicisti, combattenti per la libertà: in tanti e tante hanno risposto alla chiamata di Logos e altrettant@ si sono propost@ di loro iniziativa. A tutt@ quest@ sommiamo quell@ che hanno reso possibile Logos non solo con le loro intelligenze ma anche grazie alle loro mani e ai loro corpi, che hanno progettato spazi, montato, smontato, spostato, cucinato, distribuito, sfamato e dissetato. Senza di loro niente sarebbe stato possibile. In tutti e tutte ci riconosciamo e ci congratuliamo per il lavoro svolto con così grande successo.
A Radiosonar.net un plauso per aver registrato gli appuntamenti e reso disponibili le registrazioni qui.
Tra i mille contributi ricevuti ne abbiamo tenuto uno per ultimo con il quale vogliamo chiudere quest’ottava edizione di Logos. È un omaggio giunto da Alessandra Daniele sotto forma di breve racconto.
Buona lettura.

Limitless
L’uomo gli mostra la pasticca, tenendola fra il pollice e l’indice.
– Eccola, come ti avevo promesso. Questa ti consentirà di superare tutti i limiti fisiologici del tuo cervello.
– Diventerò super-intelligente? – Chiede il candidato.
– No. Diventerai un supercazzaro.
– In che senso?…
– Non ci saranno più limiti alle cazzate che saprai inventarti per guadagnare consenso e rastrellare voti. Prometterai a tutti praticamente tutto quello che vogliono, anche prima che sappiano di volerlo, e lo farai in modo così convincente che nessuno riuscirà a sbugiardarti. Sarai eletto con una percentuale da plebiscito, diventerai premier d’un monocolore senza opposizione, e sarai acclamato da tutti i media, che ti saluteranno come l’incarnazione della leadership del terzo millennio.
Il candidato fissa la pillola con occhi sognanti. Poi chiede.
– Effetti collaterali?…
– Nessuno, a parte un po’ di pancia gonfia – l’uomo sorride – ma le donne adorano la pancetta negli uomini di potere.
Il candidato afferra la pasticca.
– La prendo.
– Non t’ho ancora detto il prezzo.
– La prendo comunque – si ficca la pillola in bocca, e l’inghiotte.
Qualche secondo dopo tossisce con violenza. Si piega in avanti. S’accorge di sputare sangue.
– Cosa m’hai dato? – Chiede rauco.
– Una tossina. Mortale.
– Ma mi avevi detto…
L’uomo sorride.
– Ho mentito.