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(R)esistenze | Valerio Nicolosi
“Il governo messicano ha fretta di svenderci alle multinazionali. Vogliono la nostra terra, la nostra acqua, la nostra selva ma loro non sanno che noi Maya siamo qui da millenni e che siamo un tutt’uno con la terra. Senza di noi questa terra non esisterebbe e noi non esisteremmo senza di lei. Per questo resistiamo e abbiamo imbracciato le armi 20 anni fa”
Domingo, 55 anni, membro dell’EZLN.
(R)esistenze è un progetto editoriale che attraverso fotografie, video e parole racconta esperienze di resistenza e lotta in 9 differenti paesi situati in 3 continenti incontrati e catturati da Valerio Nicolosi negli ultimi 13 anni.
Il libro, oltre a prevedere un dvd contenente 4 videoreportage e una lezione universitaria sulla “democratizzazione dell’immagine nell’era digitale”, è diviso in 9 capitoli fotografici, ognuno di essi racconta luoghi e esperienze differenti ma tutte con un unico filo conduttore: la necessità di resistere per continuare a esistere.
Si partirà dall’Isola delle vedove nel nord ovest del Nicaragua. Qui i Caneros muoiono di una malattia ai reni causata dalle tante ore di lavoro ad altissime temperature e soprattutto dai pesticidi che l’azienda getta sui campi proprio mentre i Caneros lavorano. I pesticidi contengono degli acidi che – oltre a bruciare la pelle dei lavoratori – inquinano le falde acquifere della zona e di conseguenza infettano i reni. Sull’Isola delle vedove sono rimasti ormai pochissimi uomini, quasi tutti già malati e impossibilitati a lavorare.
Risaliremo il centro America fino al confine Guatemala-Messico di Hidalgo, dove ogni giorno decine di migranti attraversano il fiume che divide i due paesi per dirigersi al nord, verso gli USA, per cercare una vita più dignitosa.
Lungo questa rotta incontreremo le piccole comunità indigene della selva e arriveremo nelle zone controllate dall’EZLN, l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, che oltre 20 anni fa disse “Ya Basta!”. Basta al trattato tra Messico e Usa, e insorsero contro il governo messicano rivendicando le loro origini indigene e di legame con la terra, ripudiarono il trattato e dichiarando l’autogoverno nelle zone da loro occupate.
Attraverseremo l’oceano e arriveremo in Europa dove i movimenti che si sono opposti alle politiche di austerity in Italia, Belgio e Germania. Incontreremo la comunità kurda di Bruxelles che durante l’assedio di Kobane ha manifestato quasi ogni giorno sotto i palazzi dell’Unione Europea per chiedere un intervento a favore del popolo kurdo. Arriveremo in Italia dove prima incontreremo le realtà che praticano lo sport popolare, accessibile a tutti e mezzo di prevenzione della criminalità dei quartieri poveri delle città. Infine, con il calare della notte, entreremo nei bar della periferia romana cercano di resistere alla sempre più pressante gentrificazione che risucchia tutto quello che c’è di autentico nei quartieri per trasformarlo in luoghi alla moda e costosi.
Conosceremo così i personaggi che vivono questa realtà tra dipendenze di alcol, problemi sociali e familiari e nottate passate tra alcol, carte e biliardo ma tutti con un grande spirito d’umanità.
Con lo spuntare del giorno entreremo nei campi Rom di Roma da sempre emarginati dalla società e vittime del pregiudizio razziale.
Prima di prendere la via del mare con i video e le foto dell’operazione “Mare Nostrum” durante il recupero di due barconi a largo della Libia, andremo nella “Jungle” di Calais dove circa 10.000 persone vivevano fino a pochi mesi fa in condizioni al limite dell’umanità. Continuavano a resistere spinti dalla volontà di attraversare il Canale della Manica in ogni modo possibile e per vivere dignitosamente nel Regno Unito.
Da Calais prenderemo un aereo per arrivare in Libano, dove oltre un milione di profughi siriani vive in campi e case provvisorie. Entreremo in un ospedale di guerra della Croce Rossa Internazionale dove sono ricoverati i feriti dei bombardamenti di tutti gli schieramenti coinvolti nel conflitto siriano. Racconteremo le vite di tutti loro, quelle che erano le loro aspettative in Siria, come sono sfumate a causa della guerra e quello che si aspettano dal futuro.
Termineremo il nostro viaggio in Palestina, luogo simbolo della resistenza negli ultimi decenni.
Attraverso le fotografie conosceremo la Striscia di Gaza con la sua voglia di vita in mezzo alle macerie della guerra. Impareremo a conoscere gli studenti e le studentesse delle università, la spiaggia della città come luogo d’aggregazione, il parkour e il rap come simboli della resistenza e della lotta giovanile e il porto e i pescatori che ogni notte sono bersaglio dei colpi provenienti dalle navi militari israeliane.
