LOGOS | TEATRO

giovedì 12 | h 22:00 | SALA C

ANDANTE CON MOTO El Malo Guevara

di e con Alessandro Pera e Antonio Sinisi | musiche dal vivo San Lorenzo Jazz Orchestra diretta da Marco Omicini con Tiziano Ruggeri – tromba / Carmen Falato – sax soprano / Danielle Di Majo – sax alto / Alessio Bernardi – sax alto, flauto / Michele De Vito – sax tenore / Carlo Conti – sax baritono / Davide Di Pasquale – trombone / Andrea Frascaroli – piano / Eddy Cicchetti – contabbasso / Massimo Di Cristofaro – batteria

Andante con moto è una viaggio teatrale, una narrazione-saggio, dove i testi agiscono mentre parlano la musica, i movimenti e i corpi.

Musica e parole per ritrovare un Ernesto Guevara autentico, colto complessivamente, oltre il mito. In scena, con l’orchestra, due personaggi in cerca di un testo per costruire un nuovo spettacolo e forse un nuovo teatro. Un regista che sta cercando di riproporre il teatro di Bertolt Brecht e un militante che si ostina a sottrarre Ernesto Guevara, a cinquanta anni dalla sua scomparsa, alla mercificazione e al processo di banalizzazione. Dal loro incontro riflessioni, emozioni, ricordi. E alla fine lo spettacolo si farà, sorprendendo gli stessi autori.

Si intrecciano ballate e jazz; e le parole di Ernesto Guevara e di Bertolt Brecht, dei due malcapitati in scena, le speranze di cambiamento, le battaglie, le sconfitte, ricordate come le poche vittorie con ironia e indomiti sberleffi. Naturalmente nessuna sintesi è possibile: ma se si mettono in gioco i corpi, agisce il cambiamento e con esso il teatro.

E – vi preghiamo – quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale.

– Bertolt Brecht


venerdì 13 | h 22:30 | SALA T

A.A.A.

[TEATROFORTE]​ Etérnit
ideazione Pasquale Passaretti con Velia Esposito​,​ Pasquale Passaretti
 
Una donna al centro della scena inizia il suo percorso preparatorio alla sconfitta, al fallimento. Una donna innerva il suo corpo, stringe i pugni per sferrare l’ennesimo colpo a vuoto. Una donna si accinge alla sconfitta con caparbietà e necessità. Una donna cade al tappeto per rialzarsi e per cadere ancora più forte, ritrovando proprio nel rialzarsi l’imprescindibile pulsione di gioia rivoluzionaria.
Una performance che affronta i diversi livelli del sentimento amoroso, partendo da Platone per arrivare a racconti di vita vissuti grazie a un gioco scenico fatto di musica, parole e movimento.

​sabato 14 | h 18:00​ | SALA C

Arte e immaginario della e nella rivoluzione.

La rivoluzione nella ricerca artistica, nella sperimentazione teatrale e nell’immaginario della popular culture occidentale.

una TAVOLA ROTONDA a cura di Persinsala Teatro // teatro.persinsala.it //
sabato 14 ottobre 2017 ore 18:30 all’interno LOGOS | Festa della Parola // logosfest.org //
– ingresso a partecipazione libera –
Il dibattito sul rapporto tra arte e rivoluzione ha attraversato tutta la cultura del Novecento, fin dalle origini, e ha riguardato tutte le modalità espressive (dal cinema alla musica, dalla drammaturgia alle arti visive).
Da questo punto di vista la Rivoluzione Russa, per la straordinaria convergenza della tematica (rivoluzionaria) tanto nelle intenzioni, quanto nelle finalità e nella ricerca delle modalità espressive, ha rappresentato un momento cruciale per comprendere un fenomeno, il cui tema centrale, nelle sue eterogenee declinazioni, è sempre stato quello relativo a quale fosse la strategia formale più efficace per diffondere concretamente ideali, senza però scadere nel mero didascalismo e nell’autocelebrazione.
Se un tempo a comporre tale quadro furono illustri protagonisti, dal Realismo Socialista alle avanguardie e al teatro brechtiano, oggi quali pratiche, ma anche quali teorie potrebbero essere funzionali a rilanciare nell’arte la rivoluzione della ricerca artistica e, in particolare, della sperimentazione teatrale?
E se la vigilia del centenario della Rivoluzione d’Ottobre ne offre il pretesto simbolico, è una reale urgenza espressiva a determinare l’occasione per affrontare lucidamente le sfide e le problematiche che l’arte e il teatro sono chiamati ad affrontare per recuperare il proprio ruolo politico, sociale e, appunto, rivoluzionario.
Sfide che, teatro ed espressione in genere, non potranno affrontare senza il confronto con stampa e pubblico, polarità necessarie di ogni discorso sull’arte che vorrà essere autenticamente rivoluzionario.
Proprio dalla ricerca di un incontro su tali tematiche si svilupperà la tavola rotonda organizzata all’interno di Logos – Festa della parola, un momento di dialogo aperto tra teatranti e artisti e allo stesso tempo assolutamente non riservato a un parterre di specialistici. Al quale siamo chiamate/i a partecipare.
R.S.V.P

domenica 15 | | spazi aperti

OZ

regia di Andrea Bartolomeo con Anna Rita Gullaci, Annarita Colucci, Pamela Vicari, Roberto Andolfi, Andrea Bartolomeo | scenografia Adriano Balsamà e Ilaria Ambrosino | pupazzi Massimo Piunti e Silvia Di Gregorio | costumi Giorgia Marras | assistente  Damiano Lo Russo | produzione Mascaró

Un magico carretto si gira, si apre e si trasforma: è una casa, un teatro di burattini, un palcoscenico viaggiante, un castello, una macchina scenica abitata da personaggi clowneschi e poetici, che nasconde mille sorprese. Il mondo di Oz riscoperto attraverso il linguaggio del teatro open air, e i suoi principali personaggi, interpretati con stili e tecniche diverse: teatro, danza, giochi di fuoco, trampoli, maschere, pupazzi, burattini e…un gran finale pirotecnico. Attraversata e trasformata dalla presenza, dagli sguardi e dall’azione degli attori, l’architettura del quotidiano cambia forma e la strada diviene il luogo dove il mondo di Oz prende vita. Strade e piazze divengono i palcoscenici naturali di un Teatro che si mette in forte relazione con i luoghi e con la vita che vi scorre dentro, e nel quale gli spettatori divengono parte integrante del gioco teatrale.

Lo spettacolo, liberamente ispirato ai capolavori di Baum, è un viaggio nell’universo creato dall’autore, una rivisitazione dell’immaginario fantastico suscitato da quei romanzi che fanno parte dell’infanzia di molti, grandi e piccini. Quello di Dorothy e il suo cagnolino Toto, è un lungo viaggio verso casa, e fra le righe delle loro avventure si può leggere la metafora  sul senso della vita, concepita come viaggio verso una meta che si raggiungerà solo dopo lunghe peregrinazioni. Oz ci ricorda che nella vita non è importante la meta, e non bisogna avere fretta di giungere a destinazione, ma  approfittarne per esplorare il mondo, crescere intellettualmente e spiritualmente, ampliando il proprio patrimonio di conoscenze. Oz è stimolo per il viaggio, più che meta da raggiungere.