Ciao Nanni

Nanni Balestrini, sempre in movimento. In qualsiasi forma si esprimesse, a voce, a penna, a collage, a gesti era una continua chiamata alla ribellione, alla riappropriazione, alla rivendicazione a godere di una vita piena, desiderata, appagante. Nanni era uno di noi, un compagno, uno di quelli che ti rispondeva al telefono, che segnava nella sua agenda gli inviti che gli mandavi; era uno di quelli ai quali non sapevi come scrivere, come parlare tanto grandi erano i sentimenti che i suoi scritti avevano suscitato in te prima in gioventù e poi in età adulta. Così grande diventava il timore di esprimersi di fronte a chi ha fatto della lingua italiana quello che voleva aprendo autostrade senza caselli partendo da sentieri di montagna. Ma alla fine, quando gli stavi di fronte, lo chiamavi Nanni e non maestro, o professore, o signore, ma solo Nanni perché ciò che la sua persona ti comunicava immediatamente era il piacere di stare lì con te, dove lo avevi invitato a intervenire.

Ciao Nanni, grazie per la tua luce! Ti vogliamo bene.

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