Futuro Anteriore

Nuovo Cinema Aquila. Spazio Mezzanino, 23 – 27 ottobre

La creatività antagonista. Mostra delle arti visive e della comunicazione sociale degli anni ’70

Il ’77 nelle fotografie di Tano d’Amico, i  quadri di Rocco Palamara, i manifesti del Movimento

 

 

Nelle opere esposte le aspirazioni, i sogni, le lotte e le sconfitte di una  generazione, viste con lo sguardo dei protagonisti.

Il Movimento del ’77 ha rappresentato l’ultimo grande scontro frontale con il potere, che vide saldarsi l’unione di grandi masse di “non garantiti”- lavoratori precari, studenti e giovani disoccupati – con  il gruppo politico emergente dell’Autonomia, contro il dominio padronale, i sindacati e i partiti.

Quando alla progressiva perdita di certezze lavorative e sociali si aggiunse la dissoluzione dei gruppi extraparlamentari che avevano esaurito il loro slancio propositivo  – LC, Potere Operaio, ML, Maoisti – il Movimento del ’77 divenne il moto rivoluzionario che, partito dal ’68, praticò la riappropriazione dei bisogni collettivi e la rottura con il sistema capitalista che già s’avviava alla svolta liberista e globalista.

L’Autonomia romana, costituita da collettivi e comitati operai, territoriali e studenteschi (Enel, Policlinico, Sip…Valmelaina, Primavalle, Monteverde, Ostia, Castelli…facoltà di Lettere, Fisica, Architettura, studenti fuorisede, studenti medi) fu protagonista della battaglia per il diritto alla casa, per l’autoriduzione delle bollette, per l’antinuclearismo, l’antifascismo militante ed il sostegno alla liberazione dei popoli oppressi.

Un’organizzazione di base, includente  ed orizzontale, in cui confluirono i gruppi per dar vita all’Assemblea Cittadina  dei Comitati Autonomi e di Quartiere, un soviet italiano, un’istituzione di contropotere.

Le Università di Roma, Padova, Bologna, Napoli, Bari, Palermo – tra le altre – trasformate da club esclusivi delle classi privilegiate in parcheggio per futuri disoccupati, divennero i luoghi  principali di aggregazione, di esplosione culturale, di democrazia diretta.

Il Movimento del ’77 è stato la prima risonanza di quanto accade nel presente; per questo è importante testimoniare il significato e l’importanza di quegli avvenimenti che individuano le istanze dell’oggi alle nuove generazioni, alle prese con uno scenario ben peggiore.

A quell’esperienza rivoluzionaria non fu dato il tempo di consolidarsi, aggredita come fu quotidianamente dal governo del “compromesso storico” con in testa il ministro di polizia Kossiga e dalle ambizioni della soggettività armata.

Per la dispersione sociale che ne seguì venne meno una approfondita analisi sull’aspetto politico e culturale di quello che è stato un grande movimento, tuttora artatamente rappresentato dall’icona del “giovane della P38 “: Movimento del ’77  fu qualcosa di molto più profondo, creativo e poetico.

Come le storie nelle foto di Tano, nei quadri di Rocco e nei manifesti dell’epoca raccontano.